Esisto solo io esisti solo tu...

mercoledì, 27 settembre 2006

25 NOVEMBRE - PALALOTTOMATICA

RAF - PASSEGGERI DISTRATTI TOUR

PRESI BIGLIETTI, SECONDA FILA   :)

 (grazie al mio amore che è andata a comprarli)

lunedì, 18 settembre 2006

Complimenti a Carletto che ieri sera non ha schierato Inzaghi e così, nel nostro Milan del fantacampionalto, ci entra Di Michele :)

 

martedì, 12 settembre 2006

La DeGeneres scelta per presentare i prossimi Academy Awards
Sollevò un polverone la sua dichiarazione pubblica di omosessualità

Ellen, dallo scandalo agli Oscar

"Era il sogno della mia vita"


 

Ellen DeGeneres

"SONO lesbica, segno zodiacale Acquario, vegetariana". Il prossimo anno, alle tre caratteristiche con le quali si presentò in un'intervista di qualche tempo fa, Ellen DeGeneres potrà aggiungere "e ho pure presentato la notte degli Oscar". Quarantotto anni, da Metairie, Louisiana, oltre vent'anni di carriera e molta fortuna con le commedie teatrali e i talk show, proclamata nel 1982 "Funniest Person in America", la più divertente, l'attrice-scrittrice- conduttrice ha conquistato il pubblico americano fin dal 1994, grazie alla sitcom Ellen, della Abc, tutta incentrata su di lei. Apice degli ascolti nel 1997, quando - attraverso il personaggio della sitcom - dichiarò in tv di essere omosessuale.

Fu un po' scaldalo un po' polemica ma il pubblico più puritano se ne fece una ragione. Anche perché pure il personaggio da lei interpretato dal 2001 in una sitcom per la Cbs, The Ellen Show, era, di nuovo, una lesbica. Critica entusiasta ma pochi ascolti, programma cancellato dopo una stagione.

Lei però è tornata alla ribalta il 4 novembre del 2001, quando ha partecipato alla diretta tv degli Emmy Awards, gli Oscar del piccolo schermo. La cerimonia,rimandata due volte perché a ridosso degli attacchi dell'11 settembre, esigeva un tono sobrio, che tuttavia permettesse al pubblico di distrarsi dalla tragedia recente.


In quell'occasione, la DeGeneres se ne uscì con una battuta memorabile: "Ci hanno detto di continuare a vivere normalmente, perché comportarsi in modo diverso equivarrebbe a far vincere i terroristi. E davvero, che cosa potrebbe sconvolgere i talebani, più di una donna omosessuale che indossa un vestito da sera in una sala piena di ebrei?".

Ebbene, questa è Ellen DeGeneres, oggi mattatrice del The Ellen DeGeneres Show sulla Nbc. E a lei sarà affidata la 72esima edizione degli Academy Awards, in programma il 25 febbraio del 2007, come annunciato dalla produttrice dello show, Laura Ziskin.

"Quando l'organizzazione mi ha chiamata, mi sono sentita davvero onorata - ha commentato - erano due le cose che avrei voluto che mi accadessero nella vita: presentare la notte degli Oscar e ricevere un colpo di telefono dalla Ziskin. Non immaginate cosa ho scritto nel mio diario personale...".

La cerimonia di consegna degli Oscar, che si terrà al Kodak Theatre di Hollywood, è seguita in tv in media da un miliardo di telespettatori. Le nomination per ciascuna categoria saranno annunciate il 23 gennaio del prossimo anno.

Grande Ellen... Con SKY quest'anno mi faccio tutta la maratona..

 

 

mercoledì, 06 settembre 2006

Come si sta quando ci si accorge che una persona che conosci da anni, una persona con cui si è creata una certa intimità, fatta di segreti, chiacchiere, problemi, tenerezze, scazzi, confidenze su paure, dubbi, speranze, desideri, sogni, non è quella che è sempre stata? quando si "vedono" e si "sentono" cose strane? quando nascondere (tutto) e mentire diventa la priorità? Io sono amareggiata... anzi... sto proprio di merda!!!

 

martedì, 05 settembre 2006

Aeroporto di Roma.. all'andata abbiamo visto Ilary Blasi.
Aeroporto di Napoli e sul volo con noi c'era Potito Starace. Bel ragazzo...

E all'aeroporto di Roma quando siamo arrivate c'erano alcune calciatrice della Nazionale Italiana. Non ho idea di chi fossero!

 

 

lunedì, 04 settembre 2006

Us Open, l'addio di Agassi
Al terzo turno Andre battuto in 4 set dal tedesco Benjamin Becker: è stata la sua ultima partita ufficiale. Il lungo applauso del pubblico di Flushing Meadows
 
Andre Agassi, 36 anni: è l'addio al tennis. Ap
NEW YORK, 3 settembre 2006 - E’ finita, come era inevitabile, la carriera di uno tra i più grandi campioni
di ogni epoca. Andre Agassi ha giocato l’ultima partita di una carriera interminabile, perdendo dal tedesco Benjamin Becker (5-7 7-6 4-6 7-5 in 3 ore e 3 minuti) nel terzo turno del suo ventunesimo Open degli Stati Uniti. A Flushing Meadows nessuno ricorda una standing ovation così lunga e fragorosa; forse gli si possono accostare quella del 5 settembre 1989 per l’addio di Chris Evert o quella del 2 settembre 1991 per la storica vittoria del quarantenne Jimmy Connors su Aaron Krickstein.
TRA I GRANDI - Nonostante Pete Sampras, suo storico rivale, abbia vinto molto più di lui (14 slam a 8, 20 confronti diretti a 14), nonostante John McEnroe sia stato dotato da madre natura di un talento assai più puro e spettacolare, nonostante Jimmy Connors e Ivan Lendl siano riusciti a rimanere più a lungo in cima al ranking mondiale e a vincere più tornei, Andre Agassi ha segnato un’epoca trasformando il tennis in uno spettacolo degno della sua Las Vegas. Agassi ha dato spettacolo sul campo per il suo modo aggressivo di giocare, sempre in anticipo, e di proporsi alle platee di mezzo mondo. I suoi pantaloncini di jeans e le sue magliette fluorescenti hanno fatto epoca come le sue risposte di rovescio a due mani o i suoi particolarissimi cross di dritto. E fuori dal campo è diventando l’uomo immagine del tennis mondiale più di quanto siano riusciti a fare tutti insieme quei campioni citati sopra.
I RECORD - Agassi si è dovuto arrendere all’età e al fisico, ma non certo come tennis, sempre brillante e spettacolare come e meglio dei vecchi tempi. Quando baby Agassi si affacciò sulla ribalta mondiale – era la fine degli anni Ottanta – il suo tennis era un bombardamento continuo da tutti i punti del campo e con tutti i colpi possibili. Sparava cannonate senza pensare a come vincere il match. E spesso perdeva partite già vinte. Ma dalla vittoria di Wimbledon in poi e fino a oggi, Agassi è stato per quasi 15 anni il giocatore più abile a costruirsi i punti. La vita e la carriera di Andre Agassi fatto parte della storia del tennis come quelle di Bill Tilden o Suzanne Lenglen, di Bjorn Borg o Martina Navratilova. I numeri e i record che Agassi ha stabilito in questi vent’anni di grande tennis sono stati approfonditi e sviscerati in tutte le salse possibili. Quelli che lo hanno reso immortale e superiore a tutti i suoi colleghi, da Rod Laver in avanti, sono due; il fatto di aver conquistato nell’arco della carriera tutti i titoli dello Slam (impresa riuscita soltanto a Fred Perry, Donald Budge, Rod Laver e Roy Emerson) e di essere l’unico giocatore della storia ad aver vinto gli slam su tre superfici differenti (erba, cemento e terra). Nel 1992 ha trionfato a Wimbledon battendo nelle ultime fasi del torneo Becker, McEnroe e Ivanisevic; nel 1994 ha vinto senza essere testa di serie l’Open degli Stati Uniti battendo in finale Michael Stich; nel 1995 ha superato Pete Sampras nella finale dell’Open d’Australia e nel 1999 ha recuperato e vinto una drammatica finale al Roland Garros in cinque set contro l’ucraino Andrei Medvedev. Ma non è certo finita qui; Agassi ha vinto l’ultimo torneo dello Slam del Novecento, l’Open degli Stati Uniti del 1999 su Todd Martin, e il primo Slam del nuovo Millennio, l'Australian Open del gennaio del 2000 su Yevgeny Kafelnikov. A questi sei tornei dello Slam vanno aggiunti gli Open d’Australia del 2001 e del 2003. Queste 8 affermazioni lo posizionano al sesto posto assoluto tra i plurivittoriosi dopo Pete Sampras (14), Roy Emerson (12), Bjorn Borg e Rod Laver (11) e Bill Tilden (10) e compensano ampiamente le 7 finali perdute (4 a Flushing Meadow, 2 al Roland Garros e una a Wimbledon), l’ultima delle quali all’Open degli Stati Uniti del 2005 contro Federer. Ma Agassi ha vinto anche un Masters (quello del 1990 sul sintetico indoor di Francoforte), una Olimpiade (Atlanta nel 1996) e tre coppe Davis. Negli Slam ha vinto 224 partite ed è il secondo di sempre alle spalle di Connors (233).
IL GIOCO - Agassi è stato l’interprete più puro dell’attaccante da fondo campo che ha avuto in Jimmy Connors il precursore più eccellente. Dotato di un anticipo micidiale e di due eccellenti colpi da fondo campo, Agassi è diventato il beniamino del pubblico di tutto il mondo per quel suo modo un po’ irriverente di stare in campo e di divertire il pubblico. Nell'aprile del 1995 è diventato per la prima volta numero 1 del mondo, posizione che ha mantenuto per 101 settimane fino al settembre del 2003. In tutti questi anni ha guadagnato oltre 31 milioni di dollari in premi ufficiali e altri 150 milioni di dollari in sponsorizzazioni. Almeno un quarto di questa cifra l'ha investita nella Andre Agassi Foundation, una sorta di salvagente per i bambini disadattati della sua città. E forse questa rimane la sua più grande vittoria. Grazie Andre, grazie di cuore, anche se ora il tuo gioco preferito è andato in "game over".

 

Relax, sole, mare, centro benessere, ristorante superchic, locali e disco "quasi d'obbligo" (che noi abbiamo snobbato alla grande!), giro dell'isola in barca... tutto splendido..
... poi si torna alla realtà... e devo dire che non è tanto dura come spesso diciamo immaginando in che meraviglioso mondo vivono i ricchi-ricchissimi-miliardari... non mi dilungherò a spiegare, già alcune persone hanno sentito la mia opinione in merito, inutile ripetere..
Comunque a weekend donato (VINTO) non si guarda in bocca, no??